Sabato, 22 Agosto 2015 00:00

Aperture Straordinarie

A seguito di numerose richieste e segnalazioni, grazie alla tenacia di diversi giovani volontari che non si arrendono mai, grazie alla sensibilità dell'Assessorato alla Cultura della Città di Trani, grazie al parroco Don Francesco Lanotte ed alla preziosa collaborazione di Don Giorgio Del Vecchio, verranno garantiti i servizi di sorveglianza e di accoglienza turistica alla Chiesa Templare di Ognissanti.

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Lunedì, 29 Giugno 2015 00:00

Il mistero templare

IL MISTERO TEMPLARE A TRANI

-La Chiesa di Ognissanti-

La Puglia era, in epoca Templare, regione importantissima, non solo per i numerosi porti adatti alle grosse navi che andavano in Oriente, ma anche per la fertilità della sua terra che consentiva ottimi raccolti da mandare come rifornimento ai fratelli crociati combattenti in Terrasanta.

Trani era uno dei più importanti porti della Puglia: da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l’Oriente.

Fu, pertanto, già nei primi anni di vita dell’Ordine che i Templari stabilirono lungo le vie di transito per Gerusalemme, le loro “DOMUS” o “MANSIONI”, sorte, secondo l’idea per cui lo stesso Ordine di monaci-guerrieri della cristianità era nato, a difesa e a soccorso dei pellegrini, che si recavano nei Luoghi Santi.

La tradizione vuole che i Templari abbiano costruito la chiesa di Ognissanti nella prima metà del XII secolo: infatti la prima testimonianza della presenza a Trani dei cavalieri rossocrociati ci viene offerta dal Diacono Amando, futuro Vescovo di Bisceglie, il quale nella sua “HISTORIA TRASLATIONIS SANCTI NICOLAI PEREGRINI” (“Storia della traslazione del corpo di San Nicola Pellegrino”), riferendo sul fatto portentoso, che nel corso della cerimonia di traslazione del corpo del Santo, in un cielo completamente terso, si erano all’improvviso levate dalla Cattedrale due colonne di nuvole, asserisce che a tale processione erano presenti anche i Cavalieri del Tempio.

Dalle antiche carte risulta che i Templari dimoravano poco lontano dalla città: in effetti nel 1143 Trani aveva una cinta muraria, che lasciava “extra-moenia” la Chiesa di Ognissanti.

Il tutto ci viene confermato da una lapide murata in prossimità dell’accesso secondario destro del Tempio, contenente la seguente iscrizione: “HIC REQUIESCIT COSTANTINUS ABBAS ET MEDICUS ORATE PRO ANIMA EIUS” – Qui riposa Costantino, abate e medico, pregate per l’anima sua - . Costantino, dunque, era un Templare appartenente alla classe dei canonici, Medico e Abate-Rettore della “Domus” tranese.

L’Ordine dei Templari ebbe la chiesa di Ognissanti sino alla soppressione dell’Ordine avvenuta nel 1312 ad opera di Papa Clemente V, istigato dal re francese Filippo IV il Bello. Negli anni immediatamente successivi allo scioglimento dell’Ordine tutti i beni immobili dei Templari vennero ceduti ad altri Ordini Religiosi e tra questi particolarmente privilegiati furono i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (Gerosolimitani), che proprio a Trani, al di là del bacino del porto, verso Oriente, avevano un loro monastero.

Dal 1378 in poi il patronato della chiesa fu posseduto dalle famiglie: de Justis, Castaldi, Lambertini, Rogadèo e Achonzaico. Una conferma inconfutabile di tale circostanza è costituita dagli stemmi in bassorilievo, scolpiti sull’architrave di accesso alla sacrestia.

La chiesa di Ognissanti, una delle poche chiese romaniche a conservare intatto il portico, è stata considerata dagli studiosi una cattedrale in miniatura, perché ha tutti gli elementi di una cattedrale però in proporzioni assai più piccole.

L’immagine che più spesso ricorre è quella relativa alla parte absidale, che si affaccia sul porto di Trani, mentre la facciata principale, nascosta dal bellissimo portico, è invece posto su via Ognissanti.

Da una prima osservazione del tessuto murario, si può facilmente rilevare una certa analogia delle chiesa con gli edifici adiacenti. L’intero complesso infatti era composto da due corpi di fabbrica, di pianta rettangolare, al centro dei quali sorgeva la chiesa di Ognissanti, luogo di culto che legava col portico e col piano superiore i due edifici.

La tradizione vuole che proprio nell’edificio a settentrione della chiesa era situata la domus templare, un tempo ospedale per i pellegrini, refettorio e dormitorio per i Templari, ora totalmente trasformata in abitazioni private. Nell’edificio a meridione era posto l’angiporto, uno spazio aperto probabilmente utilizzato come magazzino per le derrate alimentari o come stalla per i cavalli.

All’interno del portico, atto ad accogliere i pellegrini e a proteggere le belle sculture del portale, sono visibili due colonne di granito africano ed un pilastro cruciforme che sostengono otto volte a crociera.

Il portale centrale presenta, come traccia templare, il tema del doppio “bene-male, vita-morte, sacro-profano, occidente-oriente”. Sullo stipite sinistro ci sono le creature del bene, le più importanti sono: due pavoni affrontati, che bevono nella stessa coppa, simbolo dell’Eucarestia, un riferimento ai Templari che mangiavano in due e in rigoroso silenzio nella stessa scodella, in segno di umiltà e la rappresentazione di Gesù Cristo seduto sul trono. Sullo stipite destro ci sono creature fantastiche incarnazione del male: al centro una figura femminile (la Lussuria) con due serpenti, che le mordono le mammelle. Nell’archivolto si possono scorgere i simboli degli Evangelisti (il leone – Marco; l’angelo – Matteo; l’aquila – Giovanni; il toro – Luca). Al centro campeggia l’agnello, simbolo della resurrezione di Gesù Cristo. I due capi sono invece occupati da figure fantastiche, le quali, ridotte alle loro linee essenziali, mostrano quello che sono in realtà, un’alfa e un’omega, citazione letterale delle parole che Gesù pronuncia nell’Apocalisse definendo se stesso: Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.

La decorazione del portale della chiesa di Ognissanti si completa con le due formelle dell’Annunciazione, poste al centro della lunetta: a sinistra si scorge l’Arcangelo Gabriele, nella formella destra la Vergine è rappresentata nell’atto di filare. Ai piedi della Vergine è prona una figura maschile nell’umile atteggiamento dell’offerente, è barbuta e porta capelli tagliati all’altezza della nuca: sappiamo che i Templari portavano barba lunga e i capelli corti; inoltre, e soprattutto, che la Vergine era la protettrice dell’Ordine: potrebbe essere il segno distintivo della committenza templare? Nel semicapitello destro l’Arcangelo Michele, l’angelo guerriero e protettore dei Cavalieri Templari, sporge lo scettro verso il centro, dove lo addenta un dragone. Al centro si vede un volto umano con barba e baffi. Che sia il Baphomet dei Templari? Il Baphometto era per i Templari un oggetto di meditazione: la fonte della conoscenza. Aveva l’aspetto di un fauno per cui fu scambiato dall’inquisizione per un’immagine del diavolo ma per i Templari simboleggiava l’ambivalenza umana, il bene e il male, il principio maschile e quello femminile, la composizione dei contrari.

A differenza della lunetta posta sul lato sinistro, gravemente deteriorata dal tempo, quella di destra presenta due pavoni affrontati, che si cibano da un tralcio di vite, simbolo dell’Eucarestia.

L’interno, privo di transetto, è quello tipico degli edifici coevi ad impianto basilicale: tre navate divise da sei colonne di granito africano con capitelli per lo più di ordine corinzio. Le colonne tutte diverse tra loro per quanto riguarda l’altezza, furono asportate da altre chiese, per essere riadattate qui, infatti poggiano su basamenti diversi tra loro.

Attualmente la navata centrale è ricoperta da un tetto a capriate lignee, frutto dell’ultimo restauro del 1934. Infatti alla stregua di quanto accadde per la Cattedrale, anche la Chiesa di Ognissanti fu trasformata nel sec. XIX secondo il gusto del tempo e, pertanto, l’interno fu intonacato e i capitelli abrasi per far aderire gli stucchi ottocenteschi. Come già affermato, nel 1934 si provvide a restaurare l’edificio, ripristinando il tetto a capriate della navata centrale e gli elementi plastici maggiormente danneggiati: tuttavia molto abrasi permasero i due semicapitelli posti ai lati dell’abside maggiore.

All’esterno L’abside centrale, semicircolare e con copertura conica a gradoni come le altre due, è superiormente abbellita da una serie di archetti pensili, impostati su piccole mensole a figure umane ed animali e da un cornicione scolpito con motivi ornamentali a tralci. Due leoni stilofori, sormontati da due grifi, che affondano i loro possenti artigli nella carne delle loro prede, decorano il finestrone, il cui corredo figurativo è completato da un Sansone, colto nell’atto di aprire le fauci di un leone. Un ruolo didascalico è affidato alle sculture: il leone richiama la resurrezione di Cristo in quanto il cucciolo apre gli occhi tre giorni dopo la sua nascita; il grifo, metà leone-metà aquila, è un eccellente simbolo di Cristo, metà uomo-metà Dio; Sansone è figura di Cristo che spalanca, rompe le porte degli inferi per farne uscire le anime dei giusti.

Alla ricchezza dell’abside centrale si contrappone la semplicità delle altre due absidiole, in alto il campanile a vela si staglia contro il cielo azzurro.

Nel Medioevo l’arte ha avuto la fondamentale funzione di mediare il rapporto tra l’uomo e Dio, attraverso un sistema di segni e di simboli, che ha influenzato in modo particolare l’architettura, legandola indissolubilmente al significato di numeri e di fenomeni astronomici. Ai fenomeni astronomici, ai numeri, e al rapporto aureo che trovano la loro natura nella cultura egizia e ai quali venivano attribuiti poteri mistici, divini, soprannaturali, è legata la chiesa di Ognissanti.

Sembra che tutto, quindi, non sia sorto per caso, ma che sia manifesta una precisa volontà, quella di una storia non scritta, ma ugualmente tramandata per millenni di generazione in generazione e ritrovata scolpita in queste pietre.

Testo a cura di Gabriele Pace Guida e Accompagnatore Turistico Regione Puglia

Riferimenti Bibliografici:

 

“I Templari – Storia e Mito dei Monaci Guerrieri” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani, edito da Puglia Grafica Sud Bari

“L’Ordine della Milizia del Tempio” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani

“Ecclesia Omnium Sanctorum de Trani” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani, Casa Editrice Cacucci

“La Chiesa Templare di Ognissanti a Trani. Note di iconologia romanica” a cura della Prof.ssa Margherita Pasquale, Landriscina Editrice

“La Chiesa d’Ognissanti di Trani” a cura di Benedetto Ronchi, Ed. Schena

“La Puglia” a cura della Prof.ssa P. Belli-D’Elia, Ed. Jaca Book Milano

“La Chiesa di Ognissanti di Trani” articolo tratto da Cronache Medievali

Relazione tenuta dal Prof. Vlora su “il cielo e le sacre costruzioni” nella chiesa di Ognissanti nell’aprile 1995

Relazione tenuta da Benedetto Ronchi su “il centro storico di Trani” nella scuola media “Baldassarre” il 15-04-1978 

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