A seguito di numerose richieste e segnalazioni, grazie alla tenacia di diversi giovani volontari che non si arrendono mai, grazie alla sensibilità dell'Assessorato alla Cultura della Città di Trani, grazie al parroco Don Francesco Lanotte ed alla preziosa collaborazione di Don Giorgio Del Vecchio, verranno garantiti i servizi di sorveglianza e di accoglienza turistica alla Chiesa Templare di Ognissanti.

IL MISTERO TEMPLARE A TRANI

-La Chiesa di Ognissanti-

La Puglia era, in epoca Templare, regione importantissima, non solo per i numerosi porti adatti alle grosse navi che andavano in Oriente, ma anche per la fertilità della sua terra che consentiva ottimi raccolti da mandare come rifornimento ai fratelli crociati combattenti in Terrasanta.

Trani era uno dei più importanti porti della Puglia: da sempre crocevia di popoli e culture del Mediterraneo e porta per l’Oriente.

Fu, pertanto, già nei primi anni di vita dell’Ordine che i Templari stabilirono lungo le vie di transito per Gerusalemme, le loro “DOMUS” o “MANSIONI”, sorte, secondo l’idea per cui lo stesso Ordine di monaci-guerrieri della cristianità era nato, a difesa e a soccorso dei pellegrini, che si recavano nei Luoghi Santi.

La tradizione vuole che i Templari abbiano costruito la chiesa di Ognissanti nella prima metà del XII secolo: infatti la prima testimonianza della presenza a Trani dei cavalieri rossocrociati ci viene offerta dal Diacono Amando, futuro Vescovo di Bisceglie, il quale nella sua “HISTORIA TRASLATIONIS SANCTI NICOLAI PEREGRINI” (“Storia della traslazione del corpo di San Nicola Pellegrino”), riferendo sul fatto portentoso, che nel corso della cerimonia di traslazione del corpo del Santo, in un cielo completamente terso, si erano all’improvviso levate dalla Cattedrale due colonne di nuvole, asserisce che a tale processione erano presenti anche i Cavalieri del Tempio.

Dalle antiche carte risulta che i Templari dimoravano poco lontano dalla città: in effetti nel 1143 Trani aveva una cinta muraria, che lasciava “extra-moenia” la Chiesa di Ognissanti.

Il tutto ci viene confermato da una lapide murata in prossimità dell’accesso secondario destro del Tempio, contenente la seguente iscrizione: “HIC REQUIESCIT COSTANTINUS ABBAS ET MEDICUS ORATE PRO ANIMA EIUS” – Qui riposa Costantino, abate e medico, pregate per l’anima sua - . Costantino, dunque, era un Templare appartenente alla classe dei canonici, Medico e Abate-Rettore della “Domus” tranese.

L’Ordine dei Templari ebbe la chiesa di Ognissanti sino alla soppressione dell’Ordine avvenuta nel 1312 ad opera di Papa Clemente V, istigato dal re francese Filippo IV il Bello. Negli anni immediatamente successivi allo scioglimento dell’Ordine tutti i beni immobili dei Templari vennero ceduti ad altri Ordini Religiosi e tra questi particolarmente privilegiati furono i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (Gerosolimitani), che proprio a Trani, al di là del bacino del porto, verso Oriente, avevano un loro monastero.

Dal 1378 in poi il patronato della chiesa fu posseduto dalle famiglie: de Justis, Castaldi, Lambertini, Rogadèo e Achonzaico. Una conferma inconfutabile di tale circostanza è costituita dagli stemmi in bassorilievo, scolpiti sull’architrave di accesso alla sacrestia.

La chiesa di Ognissanti, una delle poche chiese romaniche a conservare intatto il portico, è stata considerata dagli studiosi una cattedrale in miniatura, perché ha tutti gli elementi di una cattedrale però in proporzioni assai più piccole.

L’immagine che più spesso ricorre è quella relativa alla parte absidale, che si affaccia sul porto di Trani, mentre la facciata principale, nascosta dal bellissimo portico, è invece posto su via Ognissanti.

Da una prima osservazione del tessuto murario, si può facilmente rilevare una certa analogia delle chiesa con gli edifici adiacenti. L’intero complesso infatti era composto da due corpi di fabbrica, di pianta rettangolare, al centro dei quali sorgeva la chiesa di Ognissanti, luogo di culto che legava col portico e col piano superiore i due edifici.

La tradizione vuole che proprio nell’edificio a settentrione della chiesa era situata la domus templare, un tempo ospedale per i pellegrini, refettorio e dormitorio per i Templari, ora totalmente trasformata in abitazioni private. Nell’edificio a meridione era posto l’angiporto, uno spazio aperto probabilmente utilizzato come magazzino per le derrate alimentari o come stalla per i cavalli.

All’interno del portico, atto ad accogliere i pellegrini e a proteggere le belle sculture del portale, sono visibili due colonne di granito africano ed un pilastro cruciforme che sostengono otto volte a crociera.

Il portale centrale presenta, come traccia templare, il tema del doppio “bene-male, vita-morte, sacro-profano, occidente-oriente”. Sullo stipite sinistro ci sono le creature del bene, le più importanti sono: due pavoni affrontati, che bevono nella stessa coppa, simbolo dell’Eucarestia, un riferimento ai Templari che mangiavano in due e in rigoroso silenzio nella stessa scodella, in segno di umiltà e la rappresentazione di Gesù Cristo seduto sul trono. Sullo stipite destro ci sono creature fantastiche incarnazione del male: al centro una figura femminile (la Lussuria) con due serpenti, che le mordono le mammelle. Nell’archivolto si possono scorgere i simboli degli Evangelisti (il leone – Marco; l’angelo – Matteo; l’aquila – Giovanni; il toro – Luca). Al centro campeggia l’agnello, simbolo della resurrezione di Gesù Cristo. I due capi sono invece occupati da figure fantastiche, le quali, ridotte alle loro linee essenziali, mostrano quello che sono in realtà, un’alfa e un’omega, citazione letterale delle parole che Gesù pronuncia nell’Apocalisse definendo se stesso: Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.

La decorazione del portale della chiesa di Ognissanti si completa con le due formelle dell’Annunciazione, poste al centro della lunetta: a sinistra si scorge l’Arcangelo Gabriele, nella formella destra la Vergine è rappresentata nell’atto di filare. Ai piedi della Vergine è prona una figura maschile nell’umile atteggiamento dell’offerente, è barbuta e porta capelli tagliati all’altezza della nuca: sappiamo che i Templari portavano barba lunga e i capelli corti; inoltre, e soprattutto, che la Vergine era la protettrice dell’Ordine: potrebbe essere il segno distintivo della committenza templare? Nel semicapitello destro l’Arcangelo Michele, l’angelo guerriero e protettore dei Cavalieri Templari, sporge lo scettro verso il centro, dove lo addenta un dragone. Al centro si vede un volto umano con barba e baffi. Che sia il Baphomet dei Templari? Il Baphometto era per i Templari un oggetto di meditazione: la fonte della conoscenza. Aveva l’aspetto di un fauno per cui fu scambiato dall’inquisizione per un’immagine del diavolo ma per i Templari simboleggiava l’ambivalenza umana, il bene e il male, il principio maschile e quello femminile, la composizione dei contrari.

A differenza della lunetta posta sul lato sinistro, gravemente deteriorata dal tempo, quella di destra presenta due pavoni affrontati, che si cibano da un tralcio di vite, simbolo dell’Eucarestia.

L’interno, privo di transetto, è quello tipico degli edifici coevi ad impianto basilicale: tre navate divise da sei colonne di granito africano con capitelli per lo più di ordine corinzio. Le colonne tutte diverse tra loro per quanto riguarda l’altezza, furono asportate da altre chiese, per essere riadattate qui, infatti poggiano su basamenti diversi tra loro.

Attualmente la navata centrale è ricoperta da un tetto a capriate lignee, frutto dell’ultimo restauro del 1934. Infatti alla stregua di quanto accadde per la Cattedrale, anche la Chiesa di Ognissanti fu trasformata nel sec. XIX secondo il gusto del tempo e, pertanto, l’interno fu intonacato e i capitelli abrasi per far aderire gli stucchi ottocenteschi. Come già affermato, nel 1934 si provvide a restaurare l’edificio, ripristinando il tetto a capriate della navata centrale e gli elementi plastici maggiormente danneggiati: tuttavia molto abrasi permasero i due semicapitelli posti ai lati dell’abside maggiore.

All’esterno L’abside centrale, semicircolare e con copertura conica a gradoni come le altre due, è superiormente abbellita da una serie di archetti pensili, impostati su piccole mensole a figure umane ed animali e da un cornicione scolpito con motivi ornamentali a tralci. Due leoni stilofori, sormontati da due grifi, che affondano i loro possenti artigli nella carne delle loro prede, decorano il finestrone, il cui corredo figurativo è completato da un Sansone, colto nell’atto di aprire le fauci di un leone. Un ruolo didascalico è affidato alle sculture: il leone richiama la resurrezione di Cristo in quanto il cucciolo apre gli occhi tre giorni dopo la sua nascita; il grifo, metà leone-metà aquila, è un eccellente simbolo di Cristo, metà uomo-metà Dio; Sansone è figura di Cristo che spalanca, rompe le porte degli inferi per farne uscire le anime dei giusti.

Alla ricchezza dell’abside centrale si contrappone la semplicità delle altre due absidiole, in alto il campanile a vela si staglia contro il cielo azzurro.

Nel Medioevo l’arte ha avuto la fondamentale funzione di mediare il rapporto tra l’uomo e Dio, attraverso un sistema di segni e di simboli, che ha influenzato in modo particolare l’architettura, legandola indissolubilmente al significato di numeri e di fenomeni astronomici. Ai fenomeni astronomici, ai numeri, e al rapporto aureo che trovano la loro natura nella cultura egizia e ai quali venivano attribuiti poteri mistici, divini, soprannaturali, è legata la chiesa di Ognissanti.

Sembra che tutto, quindi, non sia sorto per caso, ma che sia manifesta una precisa volontà, quella di una storia non scritta, ma ugualmente tramandata per millenni di generazione in generazione e ritrovata scolpita in queste pietre.

Testo a cura di Gabriele Pace Guida e Accompagnatore Turistico Regione Puglia

Riferimenti Bibliografici:

 

“I Templari – Storia e Mito dei Monaci Guerrieri” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani, edito da Puglia Grafica Sud Bari

“L’Ordine della Milizia del Tempio” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani

“Ecclesia Omnium Sanctorum de Trani” a cura dell’Associazione Obiettivo Trani, Casa Editrice Cacucci

“La Chiesa Templare di Ognissanti a Trani. Note di iconologia romanica” a cura della Prof.ssa Margherita Pasquale, Landriscina Editrice

“La Chiesa d’Ognissanti di Trani” a cura di Benedetto Ronchi, Ed. Schena

“La Puglia” a cura della Prof.ssa P. Belli-D’Elia, Ed. Jaca Book Milano

“La Chiesa di Ognissanti di Trani” articolo tratto da Cronache Medievali

Relazione tenuta dal Prof. Vlora su “il cielo e le sacre costruzioni” nella chiesa di Ognissanti nell’aprile 1995

Relazione tenuta da Benedetto Ronchi su “il centro storico di Trani” nella scuola media “Baldassarre” il 15-04-1978 

Alcuni studi si sono focalizzati sui possibili riferimenti astronomici e numerici che offrono il complesso e la sua posizione: il più importante è la posizione dell'asse della chiesa, che indica il punto dove sorse il sole il 1º novembre dell'anno 1100, secondo alcuni studiosi tenendo conto della ricorrenza del giorno dedicato a tutti i santi, da cui prende il nome la chiesa. Nei giorni di equinozio i raggi del Sole colpiscono un capitello, appartenente ad una delle colonne del portico anteriore, su cui è scolpita la figura attribuita alla dea egizia Iside; nel giorno del solstizio d'inverno, il Sole colpisce invece un pilastro cruciforme, collocato sempre nel portico.[5]

La chiesa presenta in facciata un portale con fascia riccamente scolpita. La facciata si trova sull'omonima via interna, coperta sia dal portico esterno che da abitazioni costruite in epoche successive sopra il portico stesso.
La parte più caratteristica dell'esterno della chiesa è il retro, rivolto verso il mare, che presenta tre piccole absidi semicircolari sporgenti, la cui forma ricorda la parte posteriore della chiesa della Vallisa a Bari. Altre analogie si riscontrano tra Ognissanti e la chiesa barese, come la presenza del portico anteriore, la vicinanza al mare, il periodo di costruzione e la presenza della comunità di Ravello (la chiesa della Vallisa è anche nota come Raveddise, ovvero dei ravellesi).
L'interno della struttura è a pianta rettangolare, suddiviso in tre navate con doppio portico, per mezzo di colonne che sorreggo archi a tutto sesto. La navata centrale è coperta a capriate, mentre quelle laterali sono coperte da volte a vela. La struttura non presenta il transetto.
Le colonne che sorreggono la navata centrale sono in granito africano, stesso materiale utilizzato per due colonne esterne, con capitelli di tipo composito.
Alle navate si accede da tre portoni rettangolari, tutti sormontati da lunette con pregevoli decorazioni: sebbene la lunetta del portone destro sia troppo deteriorata, in quella della porta centrale e di quella sinistra si riconoscono rispettivamente la scena dell'Annunciazione e l'immagine di due pavoni nell'atto di cibarsi con un tralcio di vite, simbolo del sacramento dell'Eucarestia.
La chiesa ospita diverse tele artistiche tra le quali una Madonna con Bambino con influssi bizantini del XVI secolo, opera del madonnaro Rico da Candia.

La tradizione e la storiografia locale fanno riferimento alla chiesa di Ognissanti come domus dell'Ordine Templare, costruita all'interno del loro Ospitale durante il periodo delle Crociate. Sebbene sia storicamente accertata la presenza dei Templari in città in quel periodo, assieme a quella di un altro ordine cavalleresco, quello dei Gerosolimitani,non vi sono documenti storici che riconducano la chiesa di Ognissanti direttamente ai Templari.
L'unica prova storica è una lapide posta in prossimità del portone destro di accesso, probabilmente del XII secolo, su cui è riportata l'epigrafe dell'abate e medico Costantino.
« Hic Requiescit Costantinus Abbas Et Medicus Orate Pro Anima Eius »
La presenza templare a Trani è attestata sin dal 1142, mentre quella dei Cappellani per il servizio religioso è successiva al 1139, anno in cui queste figure vennero istituite con l'emanazione della bolla Omne Datum Optimum da parte di papa Innocenzo II.
L'abate Costantino è stato a lungo considerato come affiliato all'Ordine Templare, abate-rettore della domus, non essendoci però alcuna prova storica di questa appartenenza. La presenza di altri abati nella storia della chiesa di Ognissanti, documentati tra il XII e l'inizio del XIV secolo, ha fatto propendere per l'ipotesi della presenza di una comunità monastica, estranea ai Templari.
Altri dubbi riguardo alla costruzione da parte dell'edificio da parte dei Templari sono sorti considerando che la maggior parte delle chiese fondate dall'Ordine furono intitolate a Santa Maria, e le chiese utilizzate come domus venivano indicate negli atti con l'attribuzione de templo. Inoltre nel XII secolo i Templari non disponevano in Puglia di sufficienti risorse per poter finanziare la costruzione di una chiesa come Ognissanti.
È stato ipotizzato che sia da considerarsi domus templare a Trani la chiesa di San Giacomo (conosciuta anticamente come Santa Maria de Russis) oppure la chiesa di San Giovanni, oggi non più esistente, citata in documenti del XII secolo tra cui uno del 1191, dove viene definita Grancia dei cavalieri del Tempio in occasione della concessione da parte di Abelardo de Pagani del permesso di sepoltura nella detta chiesa di un giudice.

La chiesa venne probabilmente fondata nel XII secolo, come attestato da diversi documenti. Le absidi e le decorazioni scultoree sono state attribuite invece al secolo successivo. La chiesa nacque sul porto, probabilmente con un proprio imbarcadero, al di fuori delle mura cittadine (che comprenderanno tutto il porto solo con l'espansione della cinta voluta da Federico II).
Sebbene la tradizione voglia la chiesa legata all'Ordine Templare,costruita all'interno del loro Ospitale, è molto probabile un'influenza sulla chiesa della colonia di mercanti di Ravello, molto numerosa in città nel Medioevo, come testimonia un lascito del 1170 di una vigna alla chiesa da parte del notaio ravellese Orso Rogadeo e il patronato, in epoche successive, a famiglie originarie di Ravello. Durante la prima fase della sua vita, la chiesa fu probabilmente luogo di benedizione per i crociati in partenza da Trani verso la Terra Santa. Accanto alla chiesa vi era infatti una stretta stradina, detta Angiporto, che conduceva direttamente al mare e che venne definitivamente chiusa nel XIX secolo.
La chiesa venne retta da diversi abati di una non meglio specificata comunità monastica fino al XV secolo, quando divenne proprietà del vescovo di Conversano, Paolo de Turcolis, e successivamente di suo nipote. Nel 1479 venne donata a Pietro Lambertini, padre del giurista Cesare Lambertini: la famiglia, come già citato originaria di Ravello, mantenne il patronato sul santuario fino al 1780, sebbene per un breve periodo nel XVI secolo sia attestato il patronato di altre famiglie ravellesi, come i Rogadeo e gli Achonzaico, i cui stemmi, insieme a quello della famiglia Lambertini, sono scolpiti in bassorilievo sull'architrave della porta di accesso alla sagrestia.
A causa del trasferimento del culto delle anime del Purgatorio nei primi anni del XIX secolo, la chiesa di Ognissanti ha assunto da allora la denominazione popolare di chiesa del Purgatorio. Sempre in questo periodo la chiesa divenne sede di diverse Confraternite: prima l'Arciconfraternita della Beata Vergine dei Sette Dolori e successivamente, in seguito alla distruzione dell'omonima chiesa, la Confraternita dell'Annunziata. La chiesa fu una delle parrocchie della città dal 1932 al 1975, mentre negli anni '80 fu sede del Terz'Ordine Francescano. Successivamente chiusa, è stata nella seconda metà degli anni '90 riaperta e ripristinata al culto.

Importante punto di approdo, di sosta e di imbarco nel tempo delle crociate e delle repubbliche marinare, la chiesa romanica, fondata nel XII secolo, fu sede, secondo la tradizione, unitamente al contiguo ospedale dell'ordine dei cavalieri templari. Un pregevole portico, l'unico ancora esistente in tutta la Regione Puglia, protegge l'ingresso ai luoghi offrendo ai visitatori un ricco apparato scultoreo sul dualismo tra il bene e il male. L'interno, privo di transetto, segue l'impianto basilicale: tre navate divise da sei colonne di granito, sormontate da capitelli di riporto. Di notevole importanza è un sistema di segni e di simboli, che ha influenzato l'architettura legandola al significato di numeri e di fenomeni astronomici, mediando così il rapporto tra l'uomo e Dio. La chiesa, costruita tenendo conto del sorgere del sole del giorno 1 Novembre 1100, accoglie le persone sorde per la loro evangelizzazione.

Testo: Gabriele Pace